Italiani in Irlanda

Anche se sporadica la presenza degli italiani in Irlanda risale già al 1700. Poi, nel corso dei secoli, la composizione dell'emigrazione italiana cambia sia in termini di provenienza geografica sia in termini di qualifiche professionali. Leggiamo alcuni degli esempi più caratteristici di successo imprenditoriale

La storia degli italiani in Irlanda risale, seppure in maniera limitata, già dal 1700. Si hanno notizie, all'epoca, di bravissimi stuccatori italiani nelle dimore georgiane dublinesi. E fu sempre l'italiano Giovanni Battista Cipriani a disegnare una delle vetrate della biblioteca del prestigioso Trinity College. Stando a quanto riportato in uno studio pubblicato dalla Fondazione Giovanni Agnelli questa emigrazione non aveva i caratteri della stabilità ma riguardava quelli che venivano chiamati prestatori d'opera occasionali. È però innegabile che gli italiani in Irlanda si siano fatti conoscere fin da quegli anni per doti particolari, fossero esse imprendtoria li o artistiche; è il caso del comasco Charles Bianconi che, partito come ambulante, divenne un grande commerciante di stampe. La stessa cosa si può dire di alcuni musicisti come Pietro Castrucci, Francesco Scarlatti o Michele Esposito.

Ma è con il novecento che gli italiani in Irlanda cominciano quelle che sono le attività per cui diventeranno più conosciuti: quelle legate alla ristorazione. Sono anni in cui l'emigrazione italiana in Irlanda sembra avere alcuni fili conduttori come particolari provenienze geografiche, innovazione imprenditoriale e famiglie viste come elemento di identificazione professionale.
Come spesso è avvenuto con altri esempi di italiani emigrati, anche in Irlanda si è verificato il fenomeno delle così dette "chiamate" di mebri di una famiglia già presenti in Irlanda che chiamavano i parenti dall'Italia per un'esigenza quasi di ristabilire gli equilibri familiari. Uno dei nomi di italiani in Irlanda, divenuti grandi imprenditori in Irlanda troviamo Barbato Borza, prima commerciante di foto d'epoca e, successivamente, grandissimo organizzatore di eventi. Nella ristorazione hanno fatto fortuna persone come Mario di Fiore, che grazie alla distribuzione di lasagne nei ristoranti di Dublino è divenuto uno degli imprenditori più conosciuti nell'ambiente. Molti anche i proprietari di ristoranti di successo come Luigi Santoro e Germano Terrinoni.

Altro esempio di successo imprenditoriale di italiani in Irlanda è quello rappresentato da Luciano Vergnano, nell'Isola di Smeraldo da quasi quarant'anni e a capo di una grande industria tessile, leader del mercato interno ma attivissima nelle esportazioni, soprattutto nel Regno Unito. Dal punto di vista del made in Italy più artistico troviamo l'architetto siciliano Raffaele Cavallo: suoi alcuni progetti di riqualificazione di Temple Bar e alcune idee che hanno riguardato il Millennium Bridge.

Negli ultimi anni la mutata situazione economica sia irlandese sia europea in generale ha mutato anche la composizione dell'emigrazione italiana in Irlanda. Dal punto di vista delle imprese italiane, alcuni degli ultimi dati parlano di una certa prevalenza di industrie farmaceutiche: solo a Cork lavorano la Recordati e la Menarini, entrambe italiane.

Oggi a scegliere l'Irlanda sono in particolare le persone con una elevata professionalità e con una elevata predisposizione alla mobilità. Discrete possibilità per gli italiani in Irlanda sono legate al settore turistico in senso lato, sia nelle strutture ricettive sia in locali e pub.

Dal punto di vista culturale la presenza degli italiani in Irlanda è fatta anche di vere e proprie istituzioni quali Italia Stampa, organo di informazione della comunità italiana; il Coro Italiano di Dublino, fondato nel 1986 e che oggi, purtroppo, vede tra i suoi membri sempre meno italiani; famosa anche l'Accademia della Cucina Italiana; attivo anche l'Istituto Italiano di Cultura di Dublino, in prima fila nella promozione della cultra italiana, soprattutto grazie a corsi di lingua che riscuotono un successo sempre crescente. Tra le istituzioni di più recente costituzione il Club di Dublino, nato nel 2002 con la mission di testimoniare il contributo italiano nella crescita e nello sviluppo irlandese. Tra i suoi membri ci sono avvocati, medici, professori o professionisti della finanza.

Ciò che si può affermare è che la storia degli italiani in Irlanda è fatta di una sostanziale e profonda integrazione, dovuta anche ad alcuni aspetti caratteriali piuttosto simili. Una storia e un rapporto fatto di continui scambi e non pochi successi. Per approfondire l'argomento consigliamo vivamente la lettura del saggio "Italiani in Irlanda: comunità, individualità, transnazionalità" di Paola Zanna pubblicato dalla Fondazione Giovanni Agnelli e scaricabile dalla rete. È una pubblicazione del 2005 ma, nei suoi aspetti storici, è una delle letture più interessanti sull'argomento italiani in Irlanda.



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