Import Export

L'economia irlandese, anche per la presenza di molte multinazionali straniere, è fisiologicamente aperta agli scambi. Le esportazioni poi hanno avuto un andamento relativamente costante anche negli anni peggiori della crisi

Per parlare, seppur brevemente, dell'import export irlandese, può essere utile una carrellata sul suo quadro macroeconomico. Bisogna ricordare che l'Irlanda sta uscendo, seppur piano piano, dalla brutta crisi causata sia dalla bolla immobiliare sia dalla conseguente crisi del settore bancario. Come spesso succede la situazione è composta da elementi contraddittori, alcuni positivi e altri un po' meno. Tra i segnali positivi vi è l'ottimo andamento proprio dell'export, mentre tra quelli critici vi è la situazione debitoria ancora presente per salvare le banche.

Però, dopo tre anni di contrazione, il PIL è tornato a cresce come è tornato a crescere il settore industriale (+4,5%) quello dell'agricoltura (+ 2%). Le previsioni del Ministero delle Finanze indicano un aumento ulteriore del PIL, tra il 2013 e il 2015 di circa il 2,5%. Più contenute ma comunque sempre orientate al positivo anche le previsioni del PNL, cosa del resto tipica di un'economia come quella irlandese così legata proprio all'import export.

Vediamo alcuni dati più specifici riguardo l'export. Nel 2012 i maggiori destinatari dell'export irlandese sono stati gli USA con un giro d'affari di oltre 18 milioni di euro; al secondo posto troviamo la Gran Bretagna con quasi 14 milioni di euro di affari; al terzo posto, forse a sorpresa, troviamo il Belgio distaccato di pochissimi dal Regno Unito. Le previsoni per il 2013 parlano di un ulteriore aumento delle esportazioni di oltre il 3%.

Per quanto riguarda le importazioni si segnala il Regno Unito come principale fornitore con un giro d'affari di quasi 15,5 milioni di euro; al secondo posto gli USA con oltre 6 milioni di euro e, al terzo posto la Germania che ha venduto prodotti per oltre tre milioni di euro.

Cio che bisogna dire è che l'economia irlandese, essendo molto legata alla presenza di multinazionali straniere, ha un import export fortemente orientato agli scambi. Secondo i dati dell'Ufficio Centrale di Statistica (come riportato dal sito ministeriale infomercatiesteri.it) nel 2012 il valore dell'export irlandese è cresciuto dello 0,9%, mentre l'import è cresciuto di oltre l'1,5%. Una bilancia commerciale quindi che pala di un surplus alto per il 2012, attorno ai 43 miliardi di euro.

Come sempre le cifre, di per sé, non dicono nulla ma necessitano di alcune considerazioni. Quelle relative all'import export irlandese indicano come le esportazioni del paese sia relativamente indipendenti dalla crisi economica che ha investito il paese. Infatti, oltre ad una tendenza al miglioramente attuale, si è comunque registrato un andamento relativamente stabile anche negli anni peggiori della crisi. La domanda esterna per alcuni prodotti irlandese (alimentari e farmaceutici) ha sostanzialmente tenuto. Interessante notare anche come l'area più importante per le esportazioni irlandesi sia sempre quella della zona euro. Questo è un dato che è cambiato nel corso degli anni, dal momento che prima la struttura delle esportazioni irlandesi era prevalentemente rivolta alla Gran Bretagna.



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